Le geometrie danzanti di Herbie Nichols

51FzOqB6Y4L

Di Herbie Nichols ci resta una manciata di dischi… Si contano sulle dita: quattro. Due i motivi: una breve carriera umana e una travagliatissima carriera musicale. Morto di leucemia a soli 44 anni, in vita non vide riconosciuti i propri meriti di innovatore… Troppo lontano dai canoni Bebop e hard bop dell’epoca, avrebbe potuto trovare il suo giusto spazio nei rivoluzionari anni ’60, ma la precoce dipartita gl’impedì di far parte di quella nuova corrente di sperimentatori che in principio fu definita “new thing”(in seguito meglio conosciuta come Free Jazz, dal nome dell’omonimo e rivoluzionario disco di Ornette Coleman). Avulso da ogni collocazione ed etichetta, il Nostro è stato per decenni definito un emulo del suo amico e coetaneo (il ben più famoso) Thelonious Monk… Indubbiamente ad un primo ascolto è quello il nome che subitaneamente si affaccia alla mente: entrambi condividevano il gusto per la melodia spigolosa, per certe geometrie sonore, per la dissonanza… A me viene da accostarli soprattutto per un ulteriore fattore: la danza… Quando penso a Monk, lo rivedo ballare (come soleva fare) intorno al pianoforte, durante i soli dei suoi musicisti… Una delle sue tante eccentricità, certo, che lui giustificava dicendo servisse a testare lo swing dei suoi solisti… Tornando a Nichols non posso fare a meno di avvertire l’elemento danzante nelle sue composizioni, nei suoi “originals”*;  e non solo laddove è chiaramente presente una matrice caraibica (anche se deformata dalla sua particolarissima e personalissima visione) ma anche in altri dove la danza è richiamata direttamente nel titolo. Mi riferisco a brani come Terpsichore, Dance line, Amoeba’s dance, per esempio… In altri , le qualità sono più sottili e risiedono  nella melodia e nell’avventura armonica (Nichols amava la musica di Bartok, Satie, Stravinskij)  e penso a composizioni come The third world, Sunday Stroll, Step tempest, Shuffle montgomery, Cro-magnon nights, Double exposure e l’unico brano che in qualche modo gli diede una seppur minima notorietà: The lady sings the blues, cantata da Billie Holiday…

Bistrattato dalla critica, sottovalutato e costretto a lavorare con mediocri musicisti e con formazioni revivalistiche di dixieland, eppure conscio della proprio urgenza espressiva, Herbie Nichols per anni bussò alla porta di Alfred Lion, uno dei fondatori della storica etichetta Blue note, fino a che riuscì ad ottenere delle sedute di registrazione. Non potè andare oltre la formazione in trio, la meno costosa per gli storici studi di Rudy Van Gelder a New York … il risultato è un cofanetto di tre cd che sostanzialmente dà l’idea delle lucide e astratte visioni del Nostro, anche se si avverte come la sensazione che ci si trovi davanti ad un lavoro seminale, di fronte a qualcosa che preannuncia molto altro. Dicevo quindi: una manciata di dischi, una manciata di brani: molto poco per provare a indovinare che direzione avrebbe preso la cifra stilistica di questo quieto genio. La sua musica a tutt’oggi è oggetto di studio da parte di musicisti come Roswell Rudd (uno dei primi ad intuirne la grandezza)  Misha mengelberg, Steve Lacy… I suoi inediti, depositati presso la Library of Congress, sono oggetto di lavoro e riproposizione da parte di gruppi come l’ Herbie Nichols Project o la Instant Composer’s Pool Orchestra (di Misha Mengelberg e Han Bennink). Per chi volesse ascoltare in toto la non certo ponderosa opera omnia di questo oscuro pianista non ha che da aggiungere un disco: “Love, gloom, cash, love”

* In ambito jazzistico, per “original” s’intende una composizione originale scritta ex novo, in contrapposizione agli “standard” ossia quella collezione di  brani (per la maggior parte proveniente dal mondo dei musical anni ’30 e ‘40, di Broadway) che rappresenta un po’ il terreno comune su cui si cimentano e s’incontrano tutti i musicisti jazz. C’è però da dire che molti “originals” sono ormai diventati, oggi, degli standard ossia sono entrati a far parte di questo repertorio “obbligato”.

Herbie Nichols ‎– The Complete Blue Note Recordings Of Herbie Nichols

Credits

Producer [Original Sessions] – Alfred Lion

Recorded between May 6, 1955 and April, 19, 1956

Annunci