The Place Beyond the Pines #16

a cura di sonofmarketing

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Niklas Paschburg è un giovane compositore e pianista di Amburgo. “Oceanic” è l’album di debutto che uscirà ufficialmente a febbraio via 7k!. “Spark” è il primo singolo estratto che mette in evidenza la delicatezza del suo suono.

https://soundcloud.com/k7-records/niklas-paschburg-spark

 

Ryan Playground è una producer e cantautrice canadese che ha pubblicato il suo primo ep per Secret Songs di Ryan Hemsworth. Ha condiviso un nuovo brano intitolato “Almost Died” che sottolinea il suono sottile e ed evocativo e la sua voce soave.

https://soundcloud.com/ryan_playground/almost-died

 

Loma è il nuovo progetto che coinvolge Jonathan Meiburg degli Shearwater e il duo texano Cross Record. L’omonimo album di debutto uscirà il 16 febbraio per la Sub Pop. “Black Willow” è il primo singlo estratto.

https://www.youtube.com/watch?v=u4yA8zM0ifY

 

“Seeker” è la collaborazione fra il musicista e compositore americano Aaron Martin e il sound artist olandese Machinefabriek. Uscirà ufficialmente il 15 dicembre per Dronarivm. “Wings in the Grass” è il primo brano estratto.

https://soundcloud.com/dronarivm/aaron-martin-machinefabriek-wings-in-the-grass-taken-from-upcoming-seeker-cd-dl

 

Audio Dope è il moniker di un producer svizzero che ha recentemente firmato per Majestic Casual Records e Radicalis. L’album omonimo di debutto uscirà a febbraio. “Floating” è il primo singolo estratto che ricorda molto lo stile e le sonorità di Bonobo e How TO Dress Well.

https://soundcloud.com/audio-dope/floating11

 

Julia Reidy è una musicista australiana che vive a Berlino. “Dawning” è il primo album che contiene tre pezzi strumentali composti con la chitarra. VI proponiamo “Something I Could Do”.

https://slipimprint.bandcamp.com/track/something-i-could-do

 

Hogni è un compositore e cantautore islandese noto per il suo lavoro con i progetti GusGus e Hjaltalin. “Two Trains” è l’album di debutto solista uscito per Erased Tapes. Vi proponiamo l’ultimo singolo estratto “Komdu með“.

https://www.youtube.com/watch?v=6MgJUyyiPnE

 

Lavender Child è una musicista e cantautrice di Toronto. Il primo dicembre è uscito il suo ep di debutto “Reflections”. “Happy Illusions” è un brano che mette in mostra la sua intensità e delicatezza vocale e un suono minimale che si arricchisce di trame orchestrali.

https://www.youtube.com/watch?v=Y_kgCHO5jQg

 

Dopo sette anni di assenza, Charlotte Gainsbourg è tornata con un nuovo album intitolato “Rest” che vede l contributo di Paul McCartney, Owen Pallett, and Connan Mockasin. Questa è “Lying With You”.

https://www.youtube.com/watch?v=g7b6J63QHXM

 

Un altro gradito ritorno è quello del compositore e pianista londinese Theo Alexander. “Broken Access” è il nuovo album che uscirà nei primi mesi del 2018. “Palliative” è il primo brano estratto che mette in evidenza il flusso inquieto ed onirico del suo pianoforte.

https://soundcloud.com/theoalexander/palliative

 

Bibio (Stephen Wilkinson) è tornato con un nuovo album intitolato “Panthom Brickworks”, uscito via Warp Records. “Capel Celyn” è uno dei brani più rappresentativi ed esalta il flusso oscuro e liquido delle trame ambientali.

https://www.youtube.com/watch?v=CJsBL-6Ixb8

 

“Fight for Life” è il primo brano che segna il ritorno dell’artista svedese El Perro del Mar. (Sarah Assbring) Il nuovo ep “We Are Hostory” uscirà  febbraio per Control Group e Ging Ging.

https://www.youtube.com/watch?v=BQkr8P5S6GY

 

Concludiamo con un altro ritorno di spessore. Il compositore e panista Federico Albanese ha annunciato il nuovo album intitolato “By The Deep Sea” che uscirà il 23 febbraio. La title-track è il primo singolo estratto.

https://www.youtube.com/watch?v=wufdYoU5KWo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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qod “absequence”

[silentes]

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Una fluida sequenza di complesse geometrie frattali generanti intricate forme di effimera consistenza. È un incontro tra creatività diversamente pulsanti  a generare qod, pirotecnico duo formato da Moreno Padoan e Andrea Bellucci che con “Absequence” giunge al suo esordio discografico.

Convulse spirali ritmiche si combinano in tracciati in rapido consolidamento a cui si sommano rumorose interferenze originando aleatori codici sonici percorsi da elettriche frequenze che con altrettanta celerità si dissipano disgregandosi in improvvise deflagrazioni (“Dazed Cube”, “Calibrated Details”) o semplicemente spegnendosi  gradualmente (“Satasya”, “Sun7”).

I due diversi punti di vista che animano il progetto costantemente si incontrano/scontrano definendo un ribollente ambiente algido fatto di obliqui diagrammi dall’andamento irregolare strutturanti psicotiche gabbie sonore dall’influsso disturbante.

Acidi vortici sintetici.

lorenzo masotto “white materials”

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Alla costante ricerca di una forma aderente al proprio sentire affinando una dimensione espressiva sempre più ampia e  sfaccettata. Procede l’esplorazione sonora di Lorenzo Masotto, che per la realizzazione del suo quarto album sceglie la via dell’autoproduzione, proponendosi così di poter sviluppare in modo ancor più autonomo e personale il proprio lessico artistico.

Coerentemente al proposito che lo ispira, “White materials”  partendo da ciò che fin qui il musicista veneto ha prodotto concretizza una sfaccettata sintesi arricchita da nuovi processi compositivi e nuove combinazioni delle varie componenti già sperimentate nei lavori precedenti. Ad accompagnarlo lungo questo tratto del suo percorso artistico troviamo la moglie Stefania Avolio e la sorella Laura, presenze che completano il quadro “casalingo” dell’opera. La voce della prima, modulata come inedito strumento, rappresenta un dei tratti caratterizzanti del disco, sia quando si presenta come discreta traccia che emergendo in filigrana dialoga con il pianoforte (“Window”, “Cera”), sia quando plasma dominanti pulsazioni a strutturare il flusso (“Frattali”). Dal canto suo il suono del violino della seconda interviene ad intensificare  impennate di drammatica enfasi (“Doors”) o ad aggiungere una nota struggente alle delicate trame disegnate (“Trees”). Un ruolo sempre più importante lo rivestono le contaminazioni elettroniche intrecciate con grande equilibrio alle tessiture armoniche, ma che a tratti si palesano come presenza preminente che spinge maggiormente l’impronta cinematica verso atmosferiche ambientazioni  contemporanee (“Chopin plays on the radio”, “Return”).

Un tracciato in continua mutazione che attraversando paesaggi sonori sempre più estesi continua piacevolmente a  spiazzare.

doug thomas “ballades”

[piano and coffee records]

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Luminose istantanee colme di leggerezza e romantico fascino. Si respira intensa l’atmosfera delle strade parigine nelle quattro tracce composte nel corso degli ultimi anni da Doug Thomas e da lui affidate a quattro diversi autori, riunite in una pubblicazione che segna il debutto della peruviana Piano and coffee records.

Immergendosi nell’universo emozionale del musicista francese Marta Cascales, Manos Milonakis, Marek Votruba e Muriël Bostdorp ne ripercorrono le sensazioni colte implementandole col proprio personale tocco. La lieve danza di “Ballade 1” si riveste così dell’elegante solarità della catalana Cascales, mentre Votruba trasforma in irruento torrente armonico “Ballade 2, Milonakis rende malinconicamente cinematica “4×3” e l’olandese Bostdorp conferisce enfatica essenzialità alla conclusiva “Matryoshka-toska”.

Una stringata escursione pianistica attraverso minimali paesaggi di incantevole semplicità.

 

 

unsichtbar “erlebnis”

[acr]

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Inquiete visioni che giungono sfocate attraverso le trame di una foschia impenetrabile. È una distesa dai toni grevi e dalle atmosfere cupe quella definita dalle granulose trame atmosferiche modellate da Unsichtbar, enigmatico progetto sonoro peruviano che giunge al suo debutto dopo la pubblicazione di un brevissimo ep a metà anno.

La stringata apertura affidata ad “Ouvertüre” proietta con forza ed immediatezza in un evanescente universo fatto di basse frequenze oscure e acute risonanze in distorsione che permeano totalmente il sotterraneo galleggiare della successiva “Tokio” prima di trovare i rinfrancanti squarci melodici che si insinuano tra le tessiture di “Mensch”, che vede la collaborazione di Sergio Díaz De Rojas, e quelle di “Junges libespaar” introducendo tagli di intensa e calda luminosità. Le crepitanti e sottili movenze di “Das meer” riportano verso l’iniziale deriva  esistenziale confluendo nelle scabrose frequenze  di “An der zeit ertrinken”, plasmata con l’aiuto di Lee Yi e alle cui atmosfere dolorose la traccia rimanda, prima di smorzarsi nel placido dilatarsi di “Nach dem sturm” e nella cullante modulazione della conclusiva “Nachspiel”.

Un viaggio dai tratti onirici che lentamente conduce attraverso una notte apparentemente senza fine alla ricerca di un nuovo giorno che tarda ad arrivare per dare consistenza all’invisibile.

s i t r a “listen to the wind”

[colour8]

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Placide e luminose risonanze che come benefico balsamo si contrappongono ad un persistente malumore. Difficilmente si potrebbe intuire che siano state plasmate durante un fine settimana all’insegna dell’inquietudine le cinque tracce che compongono questo breve ep di Petr Novotný, il giovanissimo artista che si cela sotto lo pseudonimo S I T R A. Eppure è proprio questo il punto di partenza.

Combinando con tocco lieve naturalistiche riprese ambientali a liquide modulazioni sintetiche il musicista ceco costruisce un’oasi rigenerante nella quale immergersi lasciandosi avvolgere dalle diafane e diluite frequenze quasi sempre scandite da discrete pulsazioni ritmiche. In “Second floor apartement” l’atmosfera è resa ancor più confortevolmente eterea dalla presenza dell’immateriale vocalità di FRAU, mentre tutto si disgrega nelle trame della conclusiva “Time to leave now” che con il suo andamento crepitante segna il ritorno alla dimensione reale.

Una piacevole fuga dalle tensioni quotidiane.

Songs of ’17 (part 1)

a cura di music won’t save you

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Piano Magic – Living For Other People

Dark Globes – Never Let Me Down

A Thousand Hours – The Desolate Hour

Julie Byrne – I Live Now As A Singer

Forslund/Sigurðsson/Åhlén – The Thoughts

JFDR – Anew

Brumes – Lower Salmon Berry

Emma Gatrill – Skin

A Lilac Decline – A Fine Day At Last

Diagrams – Under The Graphite Sky

Charlie Cunningham – Breather

Raoul Vignal – Hazy Days

Mount Eerie – Ravens

Slowdive – Falling Ashes