carlo giustini “la stanza di fronte”

[acr]

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Differenti scenari di un medesimo luogo indagati alla ricerca di impercettibili tracce di una flebile ma inestinguibile vitalità. È una minuziosa esplorazione delle interazioni tra l’uomo e il suo ambiente domestico ad informare il lavoro di Carlo Giustini, ricerca concretizzata catturando le oscillazioni ambientali di quattro differenti stanze di un edificio risalente alla seconda metà degli anni sessanta.

I flussi risultanti dalla modulazione delle riprese effettuate plasmano spettrali racconti  dall’incedere sinuoso, permeati da una costante crepitante grana che accentua l’aura hauntologica che prepotente emerge nel corso degli oltre quaranta minuti del disco. Echi di memorie lontane nel tempo sembrano apparire per intrecciarsi alle risonanze concrete determinate dalla contingenza, determinando una compresenza di piani temporali  fusi in un presente fortemente evocativo pervaso da un serpeggiante senso di attesa per qualcosa che potrebbe inesorabilmente accadere.

Un viaggio interessante da affrontare con la necessaria attenzione verso ogni singolo dettaglio.

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klangriket & sjors mans “the amsterdam sessions”

[piano and coffee records]

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Un’affinità percepita con immediatezza e tramutata in condiviso atto creativo. Dando seguito ad uno scambio di idee e suoni nato con somma naturalezza, Fabian Rosenberg e Sjors Mans si sono in breve tempo ritrovati nello studio olandese di quest’ultimo a confrontarsi lasciando libero corso ad improvvisazioni e piccoli esperimenti.

Il risultato di questi quattro giorni è la pubblicazione di un lavoro breve contenente cinque eterogenee  tracce chi si muovono tra aggraziate tessiture pianistiche fatte di luminose stille danzanti (“Vondelpark”) e delicate fughe impreziosite dall’apporto di emozionali linee di archi (“Hamerstraat”, “Leidseplein”) e modulazioni elettroniche combinate in pulsanti flussi dinamici (“Prinsengracht”) o evanescenti dilatazioni emozionali (“Zeedijk”).

Un piccolo esperimento dal quale emergono differenti potenzialità.

velleitie “scheming the afterimage with god herself”

[sounds against humanity]

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Sospesi in un’amniotica distesa  di morbide fluttuazioni. Sono calde e luminose movenze in costante espansione a comporre “Scheming the afterimage with god herself”, lavoro pubblicato ad inizio estate da Sean Kase aka Velleitie in formato digitale e la cui edizione fisica sancisce l’esordio  della nostrana Sounds Against Humanity.

Avvolgenti bordoni dall’incedere cullante e percorsi da striature flebili che ne increspano appena la superficie definiscono  nove racconti plasmando un galleggiante percorso dai toni intensamente meditativi che investono le liquide modulazioni spesso inclini ad una solenne staticità (“Other Scenarios”, “Last Flight for Cher Ami”). A scalfirne l’estrema persistenza, segnando preziose variazioni d’atmosfera, intervengono ovattate pulsazioni dalla cadenza mesmerizzante (“Oil Combing the Arid Grid”), sinuose correnti ridondanti (“Standing Still in Loud Colour”) ed enfatiche trame di violoncello dall’accentuato lirismo (“Interlude for Withdrawing with the Intention of Returning”).

Un dilagante flusso atmosferico, che smorza il suo carattere accogliente soltanto nel finale percorso da ruvide frequenze ascensionali, al quale cedere senza riserve.

The Place Beyond the Pines #17

a cura di sonofmarketing

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Distortion – Mount Eerie. E’ passato appena un anno dal’uscita dal capolavoro “A Crow Looked at Me” e Mount Eerie ha annunciato l’uscita di un nuovo album intitolato “Now Only”. “Distortion” è il primo singolo estratto.

 

 

 

Scale of Blindness – Benjamin Finger. Il prolifico e versatile compositore norvegese Benjamin Finger ritorna con un nuovo album. “Scale of Blindness” uscirà ufficialmente a febbraio per Eilean Records. E’ disponibile l’ascolto di alcuni estratti.

 

 

 

The Deconstruction – EELS. Dopo 4 anni di assenza, tornano gli EELS con un nuovo album. “The Deconstruction” uscirà il 6 Aprile via E Works/PIAS. La title-track è il primo singolo estratto.

 

 

 

Afternat – Nanook of The North. Nanook of the North è un duo polacco composto dal musicista e producer Piotr Kalinski and multi-instrumentalist Stefan Wesolowski. L’omonimo album di debutto uscirà a febbraio per Denovali Records. “Afternat” è il primo (cupo e ipnotico) singolo estratto.

 

 

 

 

Come Along – Cosmo Sheldrake. Torna a farsi sentire una delle rivelazioni più interessanti del 2015. Il cantautore e musicista londinese Cosmo Sheldrake ha annunciato l’album di debutto che uscirà via Transgressive Records. “Come Along” è il primo singolo estratto.

 

 

 

Loss – Waelder. Un altro gradito ritorno è quello del duo austro-tedesco Waelder, A due anni dal debutto, sono tornati con l’album”Non Places” che esce questa settimana per Denovali Records. Vi proponiamo “Loss”.

 

 

 

Kites – Submotion Orchestra. Il collettivo di Leeds Submotion Orchestra ritorna con un nuovo album intitolato “Kites”. La title-track mette in evidenza la sensuale e sublime vocalità e la raffinata costruzione delle due trame compositive.

 

 

 

Euclid – Rongorongo. Rongorongo è una band britannica che ha realizzato due ep. Ha condiviso un nuovo brano che potrebbe essere parte del primo full-length. “Euclid” mette in mostra la ruvidità del loro suono che si scontra con le linee evocative sel suono.

 

 

 

Strangers In The City – Sound Awakener and Dalot. “Little Things” è il risultato della collaborazione fra la sound artist vietnamita Sound Awakener e l’artista greca Dalot. L’album uscirà via Fluid Audio. Ascolta il flusso teso di “Strangers In The City”, il primo singolo estratto.

 

 

 

Cobre – Dengue Dengue Dengue. Ritorna il duo peruviano Dengue Dengue Dengue. “Son De Los Diablos” esce questa settimana per Enchufada. Ritmi tropicali, mood oscuro e beats persistenti e calibrati nel primo singolo “Cobre”.

 

 

 

 

First Time Underwater – Aaron Martin. Nuovo disco solista per il compositore statunitense Aaron Martin. “A Room Now Empty” esce il 29 gennnaio per Preserved Sound. “First Time Underwater” è il primo singolo estratto.

 

 

 

Pray For Hail – Mute Forest. A tre anni dall’ottimo debutto, Kael Smith aka Mute Forest torna a farsi sentire con un nuovo brano. “Pray For Hail” porta alla luce la sua capacità di armonizzare, minimizzare e insinuare la trama elettroacustica, anche attraverso indefiniti spazi vocali.

 

 

 

Proof of Desire – Tango With Lions. Concludiamo con il ritorno dei Tango With Lions che non hanno bisogno di presentazioni. “The Light” è il nuovo album e questa è “Proof of Desire”.

 

 

 

 

ornella cerniglia “l’attesa”

[almendra music]

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Una stanza immersa in uno spazio fuori dal tempo dove tutto diviene eterno presente. È un flusso narrativo che coniuga elementi distanti sulla scorta di un’affinità umorale a sancire l’esordio solista di Ornella Cerniglia, lavoro breve a cui nel corso dell’anno seguirà la pubblicazione del primo lavoro sulla lunga distanza dell’eclettica pianista e compositrice siciliana.

All’interno di questo piccolo scrigno che plasma una preziosa oasi di fragile purezza si ritrovano due tracce originali della musicista incastonati tra due composizioni che giungono dal novecento a costruire un virtuoso dialogo tra memoria e futuro imminente che in più occasioni ha già informato le produzioni di Almendra .

La scena si apre sui cupi rintocchi della spettrale essenzialità di “Sinister Resonance” di  Henry Cowell, che disgregandosi conducono con somma naturalezza ai fraseggi armoniosamente obliqui di “Cu’ va e cu’ veni” e all’enfatico incedere della title track, il cui spettro sonoro è preziosamente ampliato dagli innesti sintetici di Giovanni di Giandomenico. A chiusura di questo interlocutorio debutto è posto l’ulteriore omaggio al passato rappresentato da “Una pastorale etnea” del conterraneo Francesco Pennisi, che con il suo contemplativo romanticismo regala un ultima immaginifica visione prima del ritorno alla convulsa quotidianità.

Non resta che rimanere in paziente attesa.

 

kate carr “from a wind turbine to vultures (and back)”

[flaming pines]

Cover Art

La voce di un pendio immerso nella solitudine raccontata da dieci punti dislocati lungo il cammino. È il risultato di una residenza artistica svoltasi in un piccolo centro dell’Andalusia il nuovo lavoro di Kate Carr, mappatura sonora di un circoscritto tratto di territorio particolarmente inospitale e difficile da esplorare durante il periodo invernale.

Di base in una villa situata in una quieta e inabitata valle, l’artista australiana ha deciso di indagare la scoscesa altura fronteggiante il suo alloggio proponendosi di catturarne i suoni scegliendo una serie di scorci da cui effettuare la riprese.

Diviso in due lunghe tracce il flusso risultante, fatto soprattutto di risonanze ovattate e delle gelide fluttuazioni del vento incessante, restituisce l’estrema rarefazione di attività vitali che caratterizzano il luogo in questa stagione, definendo un minimale tracciato atmosferico dal carattere ascetico e ancestrale modulato da rari e attutiti canti di uccelli e un crepitante scorrere di organici frammenti.

Un’immersione profonda nell’essenza del paesaggio.

 

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andrew tasselmyer “vantage points”

[shimmering moods records]

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Una placida scia risonante che porta con se l’eco di luoghi speciali. Prosegue lungo i tracciati definiti dal suo esordio solista Andrew Tasselmyer plasmando, lontano dagli Hotel Neon, un nuovo percorso emozionale ispirato ancora una volta ad una sequenza di scorci geografici a lui cari.

Manipolando in modo esteso i suoni ambientali raccolti e combinandoli ad evanescenti fluttuazioni dalle quali emergono in filigrana polverosi frammenti finemente granulosi, l’artista americano definisce morbide modulazioni intrise di persistente calore che lentamente si dilatano formando un quieto mare sensoriale dalle sfumature tremule e cangianti nel quale immergersi lasciando libero corso ai propri pensieri.

È un flusso cullante e contemplativo, dai tratti persistentemente onirici, al quale abbandonarsi in totale solitudine.