philip samartzis & daniela d’arielli “a futurist’s cookbook”

[galaverna]

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Immersi in un paesaggio distante dalla cieca frenesia dell’ambiente urbano e del suo scellerato processo di sfruttamento, alla scoperta di una ruralità che lontana dall’essere silente emerge in tutta la sua sostenibile vitalità. È questo estremo equilibrio tra uomo e natura, concretizzantesi in un virtuoso processo di produzione, il fulcro del viaggio sonoro attraverso la campagna abruzzese tracciato da Philip Samartzis. Un itinerario affascinante frutto di una residenza artistica a Pollinaria risalente all’inizio della scorsa estate.

Esplorando l’accidentata orografia del territorio in compagnia di Daniela d’Arielli, che ha visivamente documentato lo sviluppo del lavoro, il musicista di Melbourne ha catturato gli echi del paesaggio e delle interazioni con le attività che su esso si svolgono combinandoli in essenziali flussi capaci di tracciare gli elementi peculiari di un ambiente marcatamente dinamico. All’interno di esso le risonanze determinate dagli agenti naturali e il rumore delle macchine utilizzate per convertire la materia grezza in prodotto finito convivono armonicamente restituendo tutte le sfaccettature di uno stralcio di mondo capace di dimostrare che è ancora possibile conciliare  un modello di vita evoluto con il rispetto per la terra da cui trarre linfa vitale.

Non quindi un semplice lavoro di mappatura sonora di una geografia circoscritta, bensì espressione di un’istanza sociale da recepire come auspicabile esempio di futuro sviluppo.

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banished pills & camilla pisani “lithium salt”

[sounds against humanity]

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Un lento sprofondare nei meandri di una mente instabile in graduale allontanamento dalla realtà contingente. È una discesa in un insondabile e allucinato abisso senza fine il viaggio sonico che vede collaborare Edoardo Cammisa aka Banished Pills e Camilla Pisani, un’oscura deriva attraverso nebbiosi territori in indissolubile espansione.

Emergendo da impercettibili soffi di sottile polvere crepitante, vaporosi droni si dilatano scivolando su ruvidi fondali di frammenti irregolari che modulano un incedere altrimenti incline ad una stasi quasi assoluta. È una cortina algida ed impenetrabile quella originata dalle due tracce che riempiono il primo lato del nastro, un saturo aleggiare di oblique visioni conducenti lungo i bordi di un universo fatto di disturbante, dominante inquietudine. Una sensazione incombente che si ripercuote amplificandosi anche nell’unico capitolo che informa la seconda parte del lavoro, lunga scia strutturata secondo movimenti in parziale mutamento che conferiscono maggiore dinamismo alle dense saturazioni di un acido viaggio attraverso i distopici paesaggi di un universo in dissoluzione.

 

giacomo salis / paolo sanna percussion duo “humyth”

[confront recordings]

 

Un universo risonante in cui ogni elemento, ogni gesto può assumere valenza rivelatrice. È un’esplorazione dal sapore alchemico quella condotta da Giacomo Salis e Paolo Sanna, una ricerca volta a far emergere la connotazione narrativa che il potenziale percussivo dei corpi possiede.

Seguendo un tracciato che si dipana come un ancestrale rito fatto di precise movenze, i due musicisti combinano battiti e riverberi generati da un vasto numero di oggetti, utilizzati come fonte sonora diretta o come utensile da utilizzare sugli strumenti, che con il loro battere, sfregare, vibrare compongono materiche visioni intrise di una vitalità scaturente dall’energia sprigionata dai gesti. Si avverte costante una profonda comunione tra uomo e natura emergere dai cinque flussi plasmati, sia che evolvano secondo sussurrate trame stridenti od ombrose modulazioni  intersecate da cadenze ipnotiche, sia che assumano forma di metalliche scie dalla densità persistente. Un portato reso pienamente esplicito dalle esecuzioni live catturate nel DVD autoprodotto in 50 copie numerate uscito parallelamente al lavoro, video che mette altresì in evidenza la totale sintonia tra Salis e Sanna mentre con apparente aleatorietà scelgono gli elementi del loro vasto lessico da incastrare per configurare le loro arcane costruzioni.

Un viaggio immaginifico nel quale immergersi privi di preconcetti.

 

carlo giustini “sant’angelo”

[purlieu recordings]

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In ascolto di un luogo per coglierne lo spirito tra le pieghe dei suoi dati concreti. Procede con la sua ricerca volta a definire mappe sonore aumentate Carlo Giustini e lo fa spostandosi dagli interni descritti ne “La stanza di fronte” agli interstizi urbani del quartiere Sant’Angelo di Treviso.

Partendo da una serie di nastri sui quali ha raccolto un ampio spettro di suoni restituiti dai luoghi e dai materiali in esso presenti, l’artista veneto plasma una personale rivisitazione del portato oggettivo per configurare un’esplorazione territoriale che provi a restituire lo spirito latente e non evidente dello spazio, una proiezione della sua memoria storica derivante dal modo in cui esso viene vissuto dai suoi abitanti. Le particelle originarie vengono così fisicamente traslate e decostruite per confluire in un evanescente flusso ricco di frequenze granulose ed enigmatiche risonanze che disegnano un nuovo ambiente sensoriale distante dalla realtà fenomenica.

Il risultato è una lunga, crepitante deriva attraverso un imperscrutabile notturno da decifrare seguendo gli impulsi di un immaginario fervido.

 

manja ristić “the nightfall”

[naviar records]

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Il trascorrere di un intero anno scandito dal passare delle stagioni percepite nel loro essere ambiente emozionale.  Rifacendosi alla tradizione orientale dell’haiku e alla presenza in ciascuno di essi di un riferimento stagionale, Manja Ristić costruisce un suo personale percorso attraverso questa incessante movimento ciclico liberamente ispirato a quattro di questi componimenti.

Intrecciando vivide modulazioni sintetiche a fragili tessiture ambientali, l’artista serbo-croata costruisce un racconto in quattro atti che si muove lungo un tracciato sensoriale indefinibile dalla forma mutuata sulla diversa percezione del momento affrontato. Si passa così dalla dolce rarefazione delle atmosfere estive, intrise di un latente senso onirico e pervase di delicati richiami naturali, alle più ruvide frequenze  scandite da un irrequieto battere e dal rumore della pioggia che disegnano il declino autunnale, conducendo all’inquieto notturno invernale attraversato da frammenti stridenti e gelidi soffi da cui emergono scie spettrali. A chiusura di questo evocativo tracciato troviamo l’ascendente allegria primaverile restituita da risonanze morbide che si dilatano su un tappeto di voci infantili, accompagnate dal lirismo degli archi, scolpendo i tratti di un’eterna, virtuosa rinascita.

Un lungo frangente che scorre via in fretta per tornare ancora e ancora.

The Place Beyond the Pines #21

a cura di sonofmarketing

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R+R= NOW. R+R= Now è il nuovo collettivo jazz guidato da Robert Glasper. Include Terrace Martin, Christian Scott aTunde Adjuah,  Derrick Hodge, Taylor McFerrin e Justin Tyson. “Change Of Tone” è il primo brano dall’album di debutto.

 

 

 

Innocence Mission. Gli Innocence Mission, la storica band americana guidata da Karen Peris, ha annunciato l’uscita del nuovo album “Sun On the Square”. “Green Bus” è il primo singolo estratto.

 

 

 

Halftribe. Dronarivm ha annunciato il ritorno del sound artist e compositore britannico Halftribe (Ryan Bisset). “For The Summer, or Forever” uscirà ufficialmente il 18 maggio. Questa è l’ipnotica “Anagram”.

 

 

 

Sonae. A tre anni dal debutto, torna l’interessante progetto tedesco della sound artist Sonae. “I Start Wearing Black” è il nuovo album. “Majority Vote” è il primo singolo estratto che mette in evidenza la natura frammentata e noise della sua musica.

 

 

 

Sven Laux. Restiamo in Germania con Sven Laux, producer e compositore tedesco che ha pubblicato un nuovo album intitolato “Schachmatt”, uscito per Whitelabrecs. Vi proponiamo  l’eterea e delicata “Fisher”.

 

 

 

Hoshiko Yamane. 1631 Recordings ha annunciato l’uscita del nuovo album della compositrice e violoncellista giapponese Hoshiko Yamane.”Threads” uscirà ufficialmente il 15 giugno. Vi proponiamo il suggestivo video della title-track.

 

 

 

MyTrip & Evitceles. “Protective” è l’album collaborativo fra i due sound artist bulgari Angel Simitchiev aka Mytrip e Etien Slavchev aka Evitceles. Vi proponiamo la ruvidità di “Unwilling To Restrain”.

 

 

 

Driftmachine. Driftmachine è il progetto che coinvolge Andreas Gerth (Tied & Tickled Trio) e Florian Zimmer (Saroos). “Shunter” è il nuovo album che uscirà il 15 giugno via Umor Rex. “Shift IV” è il primo brano estratto. Il mastering è a cura di Rafael Anton Irisarri.

 

 

 

Homelette. Homelette è un duo italiano che ha realizzato recentemente l’album di debutto. “Empty Suitcase” è uscito per More Letter Records. E’ stato registrato da Dario Tatoli (MAKAI) e masterizzato da Matilde Davoli. Il loro suono unisce eteree atmosfere folk, delicate invasioni elettroniche, una vocalità dolce e calda e una spiccata sensibilità melodica. Vi proponiamo “Ghost”.

 

 

 

A Hawk and A Hacksaw. Un grande ritorno per gli americani A Hawk & A Hacksaw (Jeremy Barnes e Heather Trost). Forest Bathing è il nuovo album uscito per LM Duplication. Vi proponiamo il brano “The Magic Spring”.

 

 

 

Jon Hopkins. Concludiamo con un altro immenso ritorno. Il producer e compositore britannico Jon Hopkins ha pubblicato il nuovo album “Singularity”.Vi proponiamo uno dei brani piu significativi intitolato “Feel First Life”-

 

 

hexn “yy”

[zen hex]

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Aspra, tagliente e costantemente in bilico come l’ancestrale lotta tra gli opposti che governano il mondo. Così si espande la materia sonora assemblata da Alberto Brunello aka HEXN in “YY”, breve ed intensa escursione attraverso pulsanti territori pervasi da solenne epicità. Ad affiancarlo troviamo Giuseppe Dal Bianco, che con la sua inconsueta sezione di fiati arcaici ne incrementa il pronunciato portato immaginifico.

Balance.
Ruvide frequenze sostenute da basse modulazioni  ipnoticamente reiterate danno l’avvio a questo intenso rituale carico di tensione in crescendo. Un incedere perentorio che accoglie lungo la sua scia gli echi esotici degli strumenti di Dal Bianco e stralci di un mistico lamento che si perdono nell’ascesa roboante che conduce alla deflagrazione conclusiva.

Complementary rather than opposing.
Si accentua la profondità dei battiti e si veste di maggiore esoterismo l’atmosfera delineata e, seppur inizialmente sembra ricalcare quella della prima traccia, qui la struttura si sviluppa secondo trame più uniformi che lasciano dominare il senso di attesa per uno scontro che infine non si compie.

Echi di un confronto al di fuori di qualsiasi dimensione temporale, senza vincitori né vinti.