Dag Rosenqvist   “Lexika”

[Dronarivm]

La fascinazione per scenari siderali dal sapore retrofuturistico, l’idea di comporre un commento per immagini in movimento mai catturate sono le coordinate che legano con evidenza le ultime produzioni di Dag Rosenqvist. A Vråen Centrum – proposto nel 2021 per l’ottima laaps e primo esempio di tale attitudine – fa seguito adesso Lexika, itinerario altrettanto immaginifico legato a sonorità tipiche di certa library music degli anni settanta.

A partire dalla visione di un’esplosione silenziosa nello spazio, il musicista svedese dà l’avvio ad un flusso cinematico fatto di progressioni scintillanti (Ignoto, Automata), che recuperano modalità espressive care a Vangelis, e frammenti contemplativi percorsi da fremiti in filigrana (Drift I, Why You). Ritmi e modulazioni elettroniche si combinano a generare ambientazioni di luminosità e velocità cangianti, che passano dal greve estendersi di Into Fields e Io all’apertura ariosa di Please Return, fino a confluire nel placido diluirsi della conclusiva, maestosa Solar II.

Mantenendo intatta l’immediatezza del lavoro precedente, l’album riesce a configurare un viaggio interstellare di maggiore impatto in cui le componenti atmosferiche ed emozionali riescono ad intrecciarsi in modo efficace.

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