hatori yumi “white suspension”

[live performance – bocs | catania]

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Perdere ogni riferimento per abbandonarsi  alle profondità di un viaggio interiore. È un’esperienza totalizzante da vivere con sensoriale pienezza quella ideata da Fabio Lattuca aka Hatori Yumi, un’esplorazione alla ricerca di recessi sopiti. Prodotto dalla palermitana N38E13 e curata da Mike Watson, il progetto mira a svilupparsi quale ricerca sonora itinerante volta all’analisi delle peculiari percezioni scaturenti di uno specifico ambiente fisico attraversato da suono e luce.

28_10_2017 – ore 20.30

La saracinesca del Box Of Contemporary Space di Catania si solleva e dal suo ventre minaccioso si scorge il sulfureo dilatarsi di una fitta nebbia artificiale. Attraversata la nera cortina posta all’ingresso ci si ritrova catapultati in un limbo straniante i cui limiti fisici risultano impenetrabili, ci si muove lenti alla ricerca di un punto di sosta pienamente aleatorio. A squarciare il buio fitto della sala giunge il crescente sussurro di riprese ambientali, frammenti catturati in aree desolate dominate dal sibilo del vento che lascia cigolare porte inutili infondendo un senso di latente spettralità. Pur privi del conforto visuale si comincia a percepire un inusuale comfort improvvisamente spezzato dal repentino cambio di rotta sonoro combinato ad intensi flash luminosi. Da qui in poi il flusso si muove tra basse frequenze sotterranee ed ascese stridenti volte a creare una crescente e disturbante compressione dei corpi immersi in uno spazio trasformato in elemento risonante. L’ irregolare alternanza tra i due poli genera una convulsa spirale onirica alla quale abbandonarsi ricercando un centro gravitazionale interiore. Giunti al termine del viaggio non resta che riconquistare in un assordante silenzio il cielo notturno.

Pur nutrendosi di elementi essenziali, quello messo in scena da Hatori Yumi è uno spettacolo complesso che necessità di un attento dosaggio delle parti e una congrua scelta logistica, forse non pienamente centrata in questa tappa catanese. Malgrado una parziale limitazione dei volumi utilizzabili ed alcune stridenti interferenze esterne, “White suspension” ha sicuramente saputo centrare il bersaglio proiettando i suoi fruitori in una bolla spazio-temporale estremamente coinvolgente e suggestiva.

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