mymk “the memory fog”

[SØVN]

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Schegge di sensazioni distanti nel tempo che riemergono in ordine sparso a combinare un caleidoscopico ed irregolare flusso di memoria. Sono frammenti distorti e dissonanti a comporre il nuovo lavoro del brasiliano MYMK, vorticoso assemblaggio di suoni in disgregazione combinati per divenire refrattario ambiente in cui lasciare scorrere in cinematica libertà taglienti detriti sonici.

Bordoni oscuri e modulazioni sintetiche si incontrano/scontrano generando pulsante energia incanalata di volta in volta in tracciati ascendenti deflagranti in convulse trame ritmiche (“Gauze”, “Juggernaut”), nell’incedere sincopato di abrasive interferenze (“In Flares, Anew”, “Glowing Panthers”), nel persistere di asfissianti  saturazioni oscure (“Red Oak Hologram”, “A Lazarus Taxon”), fino a giungere all’obliqua e spettrale armonia di “Borderline” che smaterializzandosi improvvisamente lascia in balia di un inquietante silenzio.

Giunge manipolata e deformata ogni singola particella di questa deriva sonica che accoglie al suo interno numerose tracce vocali totalmente stravolte fino a divenire irriconoscibile componente di un granitico guscio perfettamente rappresentato dalla scatola di cemento priva di punti di accesso, ideata designer belga LE KUTSCH, all’interno della quale è contenuta la cassetta.

Materica spirale in dissoluzione.

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