Hermetic Brotherhood of Lux-Or “Sex and Dead Cities”

[Boring Machines]

Dalle viscere di una terra antica, di un territorio aspro e stuprato, sale come urlo feroce un abrasivo vortice di suono oscuro e tagliente. È dal centro della Sardegna che proviene il sulfureo magma degli Hermetic Brotherhood of Lux-Or, da quella piccola Macomer da cui Laura Dem e MSMiroslaw lanciano la propria inquietudine figlia di un paesaggio fatto di roccia e devastazione industriale.

Ruvide come il nudo basalto, stridenti come l’eco spettrale della fabbriche abbandonate, le frequenze modellate dal duo si innalzano e stratificano originando ipnotiche coltri di risonanze allucinate pervase da uno spirito ancestrale magnetico e disturbante. Reiterazione e caos strutturano i cinque oscuri canti di questo rituale oscuro fatto di frammenti materici e stordenti flussi sintetici, miscela tossica da cui emergono indecifrabili scie vocali e primitivi clamori che si espandono ossessivi e claustrofobici.

Nessuna concessione alla luce, nessuna speranza a squarciare l’orizzonte nero di una notte perenne che racconta l’anima dannata di un’isola a noi in gran parte celata.
Addentrarsi con fiducia nell’incubo asfissiante di un’umanità perduta.

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