mhole “sporhes”

[XONAR Records/Hellbones Records]

Residui di una vitalità ormai perduta che si manifestano come estremo, ruvido battito di un universo in progressivo deterioramento. È uno scenario alienato e destabilizzante, dagli echi ballardiani e dickiani quello in cui si muove ed espande la nervosa materia sonica modellata da Giovanni Leonardi e Moreno Padoan, per la prima volta uniti sotto l’inedita sigla mhole.

Taglienti frequenze metalliche e scabri frammenti indomiti, scanditi da destrutturate pulsazioni, compongono algide scie dall’intensità mutevole e dall’incedere incostante originando una convulsa spirale narrativa che alterna frangenti di stasi percorsa da spessa tensione a deflagranti picchi rumorosi, moto sapientemente modulato tenendo presente il perduto estro di colui al quale il lavoro è dedicato.

Prigionieri di una notte eterna ed insondabile tra le cui impenetrabili ombre la luce permane come flebile e raro riflesso armonico, ci si trova ad avanzare tra oppressive visioni claustrofobiche che attirano e catturano proiettando in un distopico vortice al cui irraggiungibile fondo è situato un definitivo roboante e gelido silenzio.

Aspra deriva in un mondo dopo la fine del mondo.

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