chihei hatakeyama “above the desert”

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Stratificazioni eteree in lento e costante mutamento che si espandono al di sopra di un muto paesaggio senza confini plasmando gradualmente un vivido cielo immaginario. Composto e registrato in un seminterrato, il nuovo lavoro di Chihei Hatakeyama  per la russa Dronarivm dipinge attraverso suoni vaporosi e riverberanti  le sensazioni legate a scorci profondamente antitetici rispetto all’ambiente fisico in cui sono stati prodotti.

Le morbide modulazioni create dall’artista giapponese, pur mantenendo immutata la materia di cui si compongono, si riconfigurano gradualmente senza soluzione di continuità assumendo forme differenti come leggeri ed evanescenti banchi di nuvole immersi in una luce accecante. Dalle crepuscolari tessiture di “Moon in the dust” fino alle solenni e sconfinate trame della lunga conclusiva “The tower of Babel” si attraversano quieti spaccati narrativi declinati attraverso calde e sinuose persistenze (“Scarlet stone”, “A placid mountain lake”), frequenze più profonde e stagnanti (“Twilight glow”) o tenui spirali in espansione (“Wind in mind”) che compongono un emozionale flusso sognante dalla forte valenza cinematica.

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stefano pasqualin “notturni”

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È un generatore di riflessioni e divagazioni il silenzio che si espande a riempire la notte, una quiete che si insinua lentamente conducendo verso percorsi interiori tortuosi ed inesplorati. Nessuna apparente  scossa, nessun evento al di fuori del comune. Solamente una lenta immersione nella propria inesplicabile essenza. È da un tale presupposto che prendono forma i quattro bozzetti cesellati da Stefano Pasqualin e pubblicati da Laverna.net.

“Notturni” costruisce una breve ed intensa peregrinazione attraverso i ricordi di luoghi e momenti che diventano punto di partenza per indagare differenti percezioni emotive attraverso la loro traduzione in suono. Persistente è il senso di rarefazione definito dai molteplici flussi che si strutturano secondo trame più essenziali e riverberanti  che accolgono sporadici frammenti melodici (“alba dopo la disco”) o si sviluppano in dense trame in lenta espansione dal carattere maggiormente descrittivo (“il mondo dalla collina di sherwood festival”, “notte al lago”) fino a giungere alla costruzione di oscure e avvolgenti spirali in costante mutazione (“le dinamiche del fumo nella mia stanza male illuminata”).

È un lavoro da assorbire lentamente, assaporandone inediti dettagli e sfumature che emergono gradualmente ad ogni nuovo ascolto. In attesa che ritorni l’alba.

http://www.laverna.net/releases/Lav71.html

aa.vv. “tiny portraits – small renderings of place in memory” #4

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È un’esplorazione circoscritta quella proposta  dal quarto capitolo della serie Tiny Portraits curata dalla Flaming Pines. Dopo le tappe distanti sul globo raccolte nella pubblicazione precedente, la label australiana concentra la propria attenzione su un unico paese, la Svezia, raccontato attraverso quattro mappature modellate da tre artisti da lì provenienti (Dag Rosenqvist, Peter Olsen e Tobias Hellqvist) e da un’altra che lì ha trascorso la scorsa estate (Kate Carr).

Dag Rosenqvist ci conduce attraverso “Keillers Park” alla scoperta di uno scorcio dell’isola di Hisingen e lo fa strutturando un emozionale percorso che emerge lentamente da un fondale ruvido per giungere alla malinconica apertura melodica scandita da minimali fraseggi di piano. Decisamente più narrativa è la traccia proposta da Kate Carr che attraverso riprese ambientali e riverberanti modulazioni traduce in suono le liquide e sognanti sensazioni derivanti dalle sue escursioni in un bosco nei dintorni di Falun.

Suggestioni acquatiche sono l’essenza anche del microcosmo di suoni profondi e multiformi screziature forgiato da Peter Olsen per dare vivida concretezza ad un luogo a lui caro ormai irrimediabilmente trasformato. Il vaporoso racconto di Tobias Hellqvist all’insegna di eteree e luminose persistenze scandite da flebili detriti in filigrana ci conduce nel giardino della casa dei suoi genitori a Svedala  per assaporare un’alba densa di ricordi d’infanzia.

È certamente fin qui la tappa più coesa della serie, che malgrado le differenze stilistiche dei suoi autori è composta da paesaggi sonori che hanno in comune un senso di nostalgia e un tocco di magico mistero.

stijn hüwels/norihito suda “sleep, shared”

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Un lungo e vaporoso notturno in due parti modellato a quattro mani. Ha una storia circolare la nuova pubblicazione curata dalla tape label belga dauw che riunisce il connazionale Stijn Hüwels e Norihito Suda.

Invitato a partecipare alla quarta edizione della serie Silent Night organizzata dalla Genot Centre, Hüwels ha sviluppato il suo set a partire da un loop dell’artista giapponese. Il flusso risultante di quella serata rappresenta il contenuto del primo lato del nastro, una dilatata e morbida suite dall’incedere ipnotico densa di sognanti tessiture che a partire dalle iniziali ruvide frequenze lentamente si espandono fino a divenire dominanti prima di dissolversi nel silenzioso finale.

A chiusura dell’atipica esperienza  collaborativa il musicista belga ha chiesto a Norihito Suda di rielaborare la lunga traccia, generando una versione alternativa di uguale durata che occupa il secondo lato del nastro. I quaranta minuti rimodulati si dipanano su un impianto similare che mantiene lo sviluppo persistente qui declinato attraverso modulazioni più nervose permeate di grana fine che tendono a continuare a propagarsi fino alla conclusione del brano.

Una condivisione interessante che dimostra come le differenti sensibilità possano agire su un’idea condivisa generando suggestioni al tempo stesso differenti ma assolutamente coerenti.

nhung nguyen “nostalgia”

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Malinconiche melodie che conducono nostalgicamente indietro nel tempo per riassaporare sfocate emozioni custodite nella memoria. Ancora una volta Nhung Nguyen  abbandona il suo abituale pseudonimo Sound Awakener  per condurci attraverso la sua espressione sonora più intima e rarefatta.

Generate a partire da due lunghe improvvisazioni pianistiche rimodellate e ricomposte, le cinque tracce che compongono “Nostalgia” sono un delicato viaggio all’insegna di emozionali trame declinate attraverso coordinate cangianti che spaziano dall’essenziale e diretto pianismo di “Warmth” fino alle modulazioni ipnoticamente dilatate e screziate da frequenze stridenti della conclusiva “Fragile”. Melodie, riprese ambientali e innesti sintetici si fondono costruendo una sequenza di vividi e vaporosi bozzetti intrisi di un calore avvolgente dal quale lasciarsi cullare.

heptachord “heptachord”

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È il sapore del Mediterraneo, la sua luce ed il suo avvolgente calore, ciò che si sprigiona dalle melodie che segnano il debutto discografico della coppia Alessandro Blanco / Nicola Mogavero sotto la sigla  Heptachord. Un incontro musicale inconsueto quello tra la chitarra del messinese Blanco e il sassofono soprano del palermitano Mogavero, nuovo strano connubio che approda sul catalogo della siciliana Almendra Music.

Nasce da un’intensa innanzitutto umana la voglia di consolidare questo progetto nato nel 2009, un’affinità che ha condotto ad una preziosa sintesi tra due strumenti difficili da accostare. Per raggiungere l’efficace equilibrio tra le parti, che costante si mantiene lungo la mezz’ora del lavoro, fondamentale è stata la scelta delle partiture da eseguire.  La prima parte del disco  contiene “Grottapinta, Op. 200”, composizione in due parti di Dimitri Nicolau, una leggera e avvolgente danza  che esalta il serrato dialogo tra le parti coinvolte in un botta e risposta senza pause che viene esaltato dai battiti che scandiscono “II Summer’s dance”. Alle calde e dinamiche atmosfere della partitura del compositore di origine greca perfettamente si accostano le appassionate tessiture scritte da Melo Mafali appositamente per questo progetto. Ispirata alla nera isola delle Eolie, “Trittico di Vulcano” continua ad esaltare la profonda sinergia tra i due musicisti attraverso le sue trame avvolgenti il cui pathos viene enfatizzato dai fraseggi del sassofono e arricchito dalla ampia e variegata tavolozza di suoni cesellati dalla chitarra.

Un’escursione affascinante attraverso scorci vividi e pulsanti, un esperimento pienamente riuscito.

 

de ponti / moretti “Echoing ‘Calce’ – live at Euphorbia – Bologna, 31 Ottobre 2016”

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Fin dalla sua genesi “Calce” è stato più di un semplice progetto sonoro. Ideata per essere innanzitutto un’installazione audiovisiva, l’opera scaturente dall’incontro artistico tra Stefano De Ponti e Nina Haab è divenuta una pubblicazione multidisciplinare che al disco affiancava un libro d’arte. Tra i musicisti coinvolti nella produzione troviamo il poliedrico percussionista Elia Moretti, che insieme a De Ponti è divenuto artefice della trasposizione live non del disco, ma del suo processo creativo. La tappa del tour ospitata lo scorso ottobre all’Euphorbia di Bologna diventa adesso una release digitale, curata da Manyfeetunder, testimonianza di un nuovo step evolutivo di “Calce” che ne conferma l’essenza di organismo in costante mutazione.

Alla base degli oltre quaranta minuti della performance ritroviamo gli stessi elementi generativi del progetto iniziale, rimodulati in un intenso e fluido dialogo fatto di improvvisazioni elettroacustiche che si dipanano libere seguendo una struttura sinestetica predefinita, vero e proprio canovaccio visivo capace di dare ordine alla fervida creatività dei due musicisti. La sensoriale matericità della variegata tavolozza di suoni di De Ponti trova nuova linfa e ideale completamento nelle trame percussive di Moretti, che costruiscono intrecci vibranti e progressioni dinamiche incastrate attraverso un attento lavoro di contrappunto che evidenzia la formazione free jazz dell’artista lombardo. L’aleatorietà determinata dalla componente improvvisata del flusso conferisce allo stesso un’ampliata capacità immaginifica libera di riverberare in tessiture dilatate ricche di sfumature e dettagli.

Un viaggio emozionale attraverso paesaggi complessi e carichi di fascino, scaturenti da una sinergia profonda tra due autori che hanno saputo ampliare i propri orizzonti attraverso il confronto artistico. Non ci resta che attendere un nuovo capitolo che segni un’ulteriore approfondimento di questo fortunato incontro creativo.

http://depontimoretti.tumblr.com/